L’AMORE AI TEMPI DELLA TELECOM


Diario parte prima
Chi cerca di capire è già salvo a metà.

“L’AMORE AI TEMPI DELLA TELECOM”

Dedico volentieri questo diario a un libro concepito nella clandestinità, uscito nella clandestinità e fruibile solo nella clandestinità.
Un libro capace di non farsi trovare nelle librerie per custodire nella massima riservatezza la preziosità che contiene.

Si tratta di “L’amore ai tempi della TELECOM” scritto e stampato da Carmelo Albanese, un impianto nobile di solidarietà narrativa che si affianca a un gioiello della grande letteratura “L’amore ai tempi del colera” di Garcia Marquez.

Una testimonianza direttamente vissuta da includere nella memoria universale quando si aprirà il processo al tribunale dell’Aja ma anche al tribunale della Storia per analizzare la ferocia con cui il potere ha frenato l’evoluzione dell’essere umano verso il suo naturale “status” di libertà e di grandezza.

Leggendo con crescente interesse le pagine di quest’opera si possono finalmente vedere dall’interno i meccanismi di uno sterminio di massa che si impone a una multinazionale come la Telecom per risolvere l’ esubero di circa 100.000 dipendenti progettando, esercitando e realizzando un mobbing di proporzioni gigantesche.

Sullo sfondo di queste estenuanti deportazioni di massa dei dipen-denti da una sede improbabile a una sede impossibile, da una sede impossibile a una realtà soffocante sboccia, simile a quelle pianticelle che emergono dagli anfratti del Colosseo, un incontro che potrebbe essere d’amore, un’alleanza affettiva che potrebbe essere una passione, ma dove amore e passione sono destinati a svanire, erosi e frantumati dall’angoscia e dall’impotenza, programmate e generate a livello appunto “industriale”.

Tutto può esistere in un territorio naturale di libertà. Nulla può essere in un’area di feroce sottomissione.

Commuove ed emoziona la descrizione di un Mobbing visto dall’interno, descritto da chi lo ha subito, fase dopo fase, umiliazione dopo umiliazione.

La vicenda amorosa di Cristian e Maria si potenzia nel desiderio di libertà e si sfalda nella disperazione di uno smarrimento che sembra avere come sola soluzione la propria estinzione.

C’è qualcosa di più terribile di un inferno, l’impossibilità di vivere il proprio destino e di fruire della bellezza che la natura instancabilmente propone intorno a noi.
Avvertire la vita che ci scorre accanto, sfiorandoci e non poterla raggiungere.

Siamo in un tempo che attraverso l’automazione ormai quasi totale dei meccanismi di produzione tende a esprimere nella massima chiarezza e brutalità che circa un paio di miliardi di lavoratori sono divenuti inutili, portatori di una energia produttiva risibile rispetto alla neutrale potenza delle macchine.

Che fare? Riconvertirli in esseri Umani, come del resto si rivelavano alla nascita, prima della loro lenta metamorfosi in entità lavorative, o eliminarli attraverso la loro stessa complicità?
Questo l’interrogativo principale che sorge dalla globalizzazione.

Nel frattempo gli Stati e i governi spandono monossido di carbonio generato dalle automobili nelle città rifiutando qualsiasi proposta alternativa, (marciapiedi mobili, auto elettriche etc.) costruiscono inceneritori che producono particelle infinitamente piccole ma capaci di alterare le catene del DNA, vendono ai cittadini un prodotto sul quale si legge in bella evidenza che li uccide (il tabacco e le sigarette) e continuando a promettere in una sorta di demenza istituzionale improbabili nuovi posti di lavoro nei quali imprigionare la preziosità della vita proprio quando si dovrebbe proclamare il trionfo dell’AUTOMAZIONE ovvero della liberazione dell’uomo dal lavoro coatto. “L’amore ai tempi della Telecom” è dunque un documento ineccepibile da consegnare alla storia e alla coscienza di ognuno.

     L’AMORE AI TEMPI DELLA TELECOM di CARMELO ALBANESE
                         RAGGIUNGIBILE su  ca.albanese@tiscali.it

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http://carmeloalbanese.wordpress.com/lamore-ai-tempi-della-telecom/

 

Ecco un brano magistrale tratto da “L’AMORE AI TEMPI DELLA TELECOM” a proposito dei grandi Managers.
“Seguendo l’ottica dei nuovi geni dell’economia, quando Fleming scoprì la penicillina, invece di saltare sulla sedia per la felicità, l’umanità avrebbe dovuto iniziare a preoccuparsi. La penicillina avrebbe salvato moltissime vite umane. Sarebbe avanzato un popolo altrimenti condannato a morte. Il nuovo popolo, salvato dalla penicillina, avrebbe preteso di vivere e sfamarsi.
I calcoli economici sul fabbisogno del pianeta sarebbero conseguentemente andati a farsi friggere. Fleming avrebbe aperto la porta ad una recessione mondiale.
Il buon senso sparì dalla faccia dalla terra per fortuna solo dopo l’avvento dei gringos. Lo scienziato fece in tempo ad essere considerato un eroe dell’umanità. Figuriamoci se qualcuno avesse inventato un rimedio per raddoppiare l’aspettativa di vita degli esseri umani! Per gli economisti che facevano i rating sarebbe stato un disastro. Aveva anche letto qualcosa su una rivista a questo proposito. In un laboratorio del Massachusetts, non sono sicura che fosse proprio nel Massachusetts ma tanto le scoperte le fanno tutte lì, erano già riusciti a raddoppiare la vita dei topi. Se i politici invece di mangiarsi tutti i soldi dei contribuenti inventando amenità di questo tipo, avessero favorito la ricerca. Insomma, se ci fosse stata una vera società, chissà a quale punto si sarebbe potuti arrivare. “

QUESTO BEL LIBRO LO SI PUO’ ANCHE NOLEGGIARE AL PREZZO DI DUE EURO PRESSO IL CINEMA AZZURRO SCIPIONI DI ROMA PRENOTANDOLO PER TELEFONO ALLO 06 39737161

Diario parte seconda

TANCREDI IL FARMACISTA

Tancredi, giovane, robusto con un fisico da lottatore, avanza verso il cliente quasi fosse un avversario invisibile, che se ci fosse non oserebbe comunque colpirlo o sfidarlo con quel suo sguardo mite.
Camice bianco. Farmacista, accorda e dirige il piccolo gruppo di collaboratori e suggerisce personalmente l’entità dello sconto da offrire a questa o quella cliente.
Le rare volte che mi è capitato di entrare in farmacia ho notato che non poche donne, in attesa del loro turno, osservano attentamente Tancredi scendendo con lo sguardo sulla sua mano sinistra priva dell’anello nuziale.
Un buon partito, il ragazzo, erede di una ben avviata Farmacia.
Lui stesso ogni tanto si confida con me sul sogno che lo insegue da quando ha accettato di sostituire il padre dietro il banco della farmacia.
“Spesso, ogni due o tre notti sogno che sono solo in farmacia, verso l’ora di chiusura e entra una ragazza bella come piace a me, anzi una donna, che mi comunica di avere un terribile mal di testa e io le trovo un farmaco senza nome e lei prima o poi torna a dirmi con riconoscenza che è incredibile ma vero, che da quando le ho dato il farmaco il mal di testa se n’è andato e che le sembra impossibile. E tutto questo sempre all’ora di chiusura.
E allora io le dico che magari se il mal di testa insiste a non tornare potremmo vederci una sera e cenare insieme e conoscerci meglio.
“Ma io sono sempre libera, anche adesso. Ti aspetto fuori.
Allora io a tutta velocità chiudo la cassa, spengo le luci esco e la via è deserta. Nessuno.
Ecco, questo sogno mi insegue e mi tormenta da quando lavoro qui in farmacia ma il sogno è la sola cosa che mi fa sopportare di stare ogni giorno dieci ore dietro il banco.”
Prima di lui il padre regnava sulla farmacia e ora, forse dando retta alle molte volte in cui gli ho proposto di vivere in libertà almeno parte della sua vita, ha lasciato il posto al figlio e appare solo raramente nel quartiere.
“Caro Tancredi, sai cosa mi diceva tuo padre? “Fosse per me nella farmacia terrei solo l’aspirina.La gente quasi sempre chiede alle medicine o alle sigarette quello che non ha il coraggio di chiedere al vicino di casa, un po’ di compagnia in una società concepita per produrre solo disagio ” Non ho mai osato chiedere spiegazioni su questa affermazione così estrema ma immagino volesse esprimere il suo viscerale rifiuto verso le infinite varianti di farmaci pronti all’uso per qualsiasi malessere.”
“Mio padre certo esagera ma qualcosa di vero nell’abuso di farmaci c’è.
Lo sai cosa mi ha detto un extracomunitario del Senegal? “Voi qui siete una società malata, avete una farmacia ogni duecento metri.”
Ieri sono entrato in farmacia e, da dietro la barriera degli schampoo e delle creme ho notato Tancredi che parlava con una ragazza molto graziosa.
“Dottore. Ho un forte dolore al capo, vorrei un calmante.”
“Ma non sempre il calmante fa effetto, a volte basta sfiorare la fronte con
delicatezza e il mal di capo se ne va.”
Sono uscito in punta di piedi dalla farmacia, riuscendo rimanere inosservato. Tancredi era là, beato, che sorrideva al suo sogno e sfiorava la fronte della ragazza con infinita tenerezza. Sono rimasto sulla panchina augurandogli che nessuno entrasse in farmacia.
Come farà ora a sopportare di lavorare dieci ore al giorno dietro il banco?

DA MARTEDI 13 MARZO POTRETE TROVARE SUL BLOG DI BEPPE GRILLO

                        UN MIO INTERVENTO SU “PASSA PAROLA”

                                               VENERDI 23 MARZO 2012
SALA CHAPLIN
17.00 PRODUZIONI RAI CINEMA: Per ritrovare il fascino del documentario
MADRI David di Donatello 2008 BARBARA CUPISTI
18.30 MIRACOLO A LE HAVRE AKI KAURISMÄKI
                                         20.30 FESTA DELLA POESIA:
                Ospite d’onore il poeta e romanziere CARMELO ALBANESE
                                            L’amore ai tempi della Telecom
                                          presentato da SILVANO AGOSTI

                    GRANDE RASSEGNA DELLE MAGGIORI OPERE

                                                   DI LILIANA CAVANI
                         ULTIMO GIOVEDI DI MARZO E APRILE

GIOVEDI 29 MARZO 2012

SALA CHAPLIN Omaggio a Liliana Cavani
18.30 MILAREPA 1973 CAVANI
20.30 IL PORTIERE DI NOTTE 1974 CAVANI
22.30 IL GIOCO DI RIPLEY 2002 CAVANI
SALA LUMIERE Omaggio a Liliana Cavani
18.00 FRANCESCO D’ASSISI 1966 CAVANI
20.20 GALILEO 1968 CAVANI
22.20 I CANNIBALI 1969 CAVANI
I film sono preceduti da una breve introduzione filmata di Liliana Cavani

“SE GLI ADULTI osservassero i bambini di quattro anni vedrebbero il capolavoro che sono stati e che questa società da sempre ha profanato e sta profanando. Se ognuno potesse crescere ascoltando le istruzioni del proprio seme, della propria interiorità le strade sarebbero piene di capolavori ambulanti e ognuno avrebbe una sua personale visione del mondo e il mondo sarebbe pieno di infinite interpretazioni e questo sarebbe commovente”
Silvano Agosti

CINEMA AZZURRO SCIPIONI
VIA DEGLI SCIPIONI 82 – ROMA -TEL E FAX 06 39737161

SEMINARIO DI CINEMA
“DALL’IMPOTENZA ALLA CREATIVITA’”
tenuto da SILVANO AGOSTI
CINQUE INCONTRI DAL 24 MARZO AL 29 APRILE
Ogni sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30
SALTANDO IL FINE SETTIMANA DI PASQUA
PER PARTECIPARE OCCORRE SPEDIRE O CONSEGNARE presso il Cinema in via degli Scipioni 82 metro Ottaviano Roma entro il 17 MARZO PREFERIBILMENTE un proprio corto su DVD massimo 5 minuti
OPPURE UN BREVE SCRITTO DI UNA PAGINA RELATIVO A UN FILM PARTICOLARMENTE AMATO VIA MAIL A silvanoagosti@tiscali.it e in allegato data di nascita, residenza, codice fiscale e numero di cellulare
INFO webazzurro@tiscali.it06/39737161 06/37515350 CONSEGNA FILMATO IN DVD
al mattino lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00
Entro il 21 MARZO
comunicheremo via mail i nomi degli iscritti al seminario
ISCRIZIONI APERTE DAL 13 FEBBRAIO al 16 marzo,
costo del seminario 30 EURO all’iscrizione e 10 euro a ogni incontro.

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Pubblicato il marzo 11, 2012 su Archivio Diari. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. commuovente, un sogno senza la sua realtà.

  2. Dal più profondo del cuore ti ringrazio di essere come sei, quando ricevo il tuo diario ritorno ai tempi – si andava alle medie – in cui scendevo dalla corriera e correvo in edicola a comprare il numero del mese di Zagor-te-nay lo spirito con la scure. Stessa emozione di allora. Grazie infinite.

  3. L’unica cosa di cui mi rammarico è il fatto che si riesce a scoprire una qualsiasi verità sempre quando è troppo tardi, quando si è privi di forza o coraggio per reagire o non si ha più tempo…..!

  4. Son contento che tu possa accedere al passaparola di Grillo, così un po’ di gente ti può conoscere anche fuori Roma.

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