L’AVVOCATICCHIO


L’AVVOCATICCHIO

Un soprannome, anzi un nomignolo di questo genere nessuno avrebbe osato pronunciarlo di fronte all’interessato.  Tuttavia ormai da anni, nel quartiere, tutti lo indicavano come l’avvocaticchio”.  

La cosa sarebbe durata per sempre se non fosse intervenuta una sua iniziativa  a dargli una fama diversa e di conseguenza il marchio di “avvocaticchio” non sarebbe più  apparso.

Era anche stimato, perché, per seguire un processo, si faceva pagare a ore, con la tariffa minima di qualsiasi lavoratore.      

In tribunale poi era famoso per quel suo esultare in forma identica e gioiosa sia per una causa vinta, sia in seguito a una causa persa.

Per gran parte della vita aveva difeso persone disperate, scippatori, povere prostitute extracomunitarie, furti da fame, come quando aveva difeso un ragazzo di borgata arrestato per lo scippo di un panino a piazza Navona.

“Erroneamente l’azione del giovane qui presente è stata definita “scippo”. Aveva arringato nella sala deserta del tribunale, alla presenza soltanto di un giudice sornione. 

“Nella realtà si è trattato di semplice asportazione, leggermente aggravata dalla velocità con cui il malcapitato, spinto da fame intensa, si è procurato il cibo. Il giovane ha prelevato “in corsa” un semplice panino dall’angolo di un bancone colmo di ogni ben di dio.”

Quella volta era finita che il giudice aveva “condannato l’imputato a farsi un pranzo regolare” come fieramente l’avvocaticchio traduceva, il fatto che il giudice, dopo aver decretato che “lo scippo di cui si parla nella denuncia è inesistente”,  aveva furtivamente porto alcuni biglietti da dieci euro, sussurrando all’avvocaticchio “e fallo mangiare da cristiano almeno una volta.”

O quando era riuscito a far assolvere dal reato di esercizio della prostituzione, una ragazzetta di colore adducendo come prova documentaria un certificato medico procurato non si sa come, nel quale si dichiarava solennemente  che la ragazza era vergine. “Quindi, signor giudice la difesa rinuncia al “beneficio di denunciare il denunciante” per calunnia aggravata e si limita a chiedere l’assoluzione della ragazza per incompatibilità, in quanto l’imputata è stata ufficialmente e a prova di documento dichiarata “vergine”.

Questo era il suo mondo, al quale si dedicava con passione.  

Dato il misero compenso e per l’onda crescente della crisi economica, la sua bizzarra clientela era sempre più numerosa.

I clienti dell’avvocaticchio appartenevano infatti alla zona più bassa del sociale, alcuni approdati da lontani paesi dell’Africa parlavano solo un intricato dialetto locale. In questo caso la sua arringa, per scagionare il malcapitato da ulteriori pene, proponeva al giudice  un semplice certificato di rimpatrio.

Ultimamente all’improvviso  aveva deciso di difendere non più questo o quel disperato, ma l’intera umanità.  

Un bel giorno infatti aveva stilato una denuncia al tribunale dell’Aja. Chiedeva di processare tutti i governi del pianeta per aver rallentato, anzi in pratica fatto sospendere ogni ricerca di una soluzione capace di guarire l’umanità dalla peggiore malattia che da sempre faceva strage di esseri umani: la morte.  

Dall’obbligo fatale di morire  avevano origine tutte le calamità che opprimevano il mondo. Ovunque fiorivano guerre, catastrofi, epidemie e non si parlava più da anni di ricerche su come prolungare la vita magari per sempre.   La sua denuncia  era rimasta segreta, ma tutti nel quartiere “sapevano” e ormai con un cenno di solidarietà e adesione lo salutavano  dicendo “buongiorno avvocato”.

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Una curiosità che offro ai lettori del mio diario.

Negli anni settanta si parlava dappertutto, su giornali e telvisioni, di un argomento principe, indicandolo come la sola realtà capace di liberare gli esseri umani dal lavoro l’AUTOMAZIONE. Nel duemila, si diceva l’Automazione avrà raggiunto la massima efficienza e conseguentemente ci sarà sul pianeta un esubero di circa un  miliardo di lavoratori.

Il duemila è arrivato ormai da dieci anni ma oggi misteriosamente si tace. La parola AUTOMAZIONE è misteriosamente scomparsa e si continua con la demenziale cantilena della disoccupazione, farcita con la promessa di conquistare e organizzare nuovi posti di lavoro, ma ben presto la realtà emergerà e i regimi di tutto il mondo dovranno affrontare l’evidenza del problema e agli ex lavoratori verrà procurata una casa e il cibo e forse la tessera gratuita per le partite di calcio e così accadrà perchè i poteri occulti avranno calcolato che mantenere gli esseri umani costa meno che ucciderli.

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                 EVENTI SPECIALI

Il giorno 26 dicembre ci sarà presso il cinema AZZURRO SCIPIONI la Festa della poesia, come avviene da ormai dieci anni ad ogni cambio di stagione. Il giorno di Santo Stefano alle ore 21.00 l’ospite d’onore  GIORGIO SASSAYANNIS 

                                                    LUNEDI  26 DICEMBRE                        

                                            SALA CHAPLIN

21.00  “FESTA DELLA POESIA”

ospite d’onore il poeta GIORGIO SASSAYANNIS presentato da SILVANO AGOSTI

L’INVERNO  (musica di Antonio Vivaldi) tratto dal film LE QUATTRO STAGIONI  dirette e spiegate da Uto Ughi

 LA POESIA VISUALE  NELLA PITTURA DI PABLO PICASSO

 PIERPAOLO PASOLINI  INTERVISTA  EZRA POUND”

 IL TENORE DONATO RAVINI CANTERA’ ALCUNE ROMANZE

          

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                                                    GIOVEDI  29 DICEMBRE                       

                                             SALA CHAPLIN             

Omaggio a Bernardo Bertolucci

17.00  PRIMA DELLA RIVOLUZIONE  (1964)  BERTOLUCCI

19.00  L’ULTIMO IMPERATORE Premio oscar   1997   BERTOLUCCI

22.00  ULTIMO TANGO A PARIGI  Nastro d’argento 1973     BERTOLUCCI

                                             SALA LUMIERE            

Omaggio a Bernardo Bertolucci

18.30  STRATEGIA DEL RAGNO   (1970)  BERTOLUCCI

20.30  IL CONFORMISTA  David di Donatello 1971   BERTOLUCCI

22.30  PARTNER  (1968)  BERTOLUCCI

 I film sono preceduti  da una breve introduzione filmata di  Bernardo  Bertolucci

 

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                                                     SABATO  31 DICEMBRE

                                            SALA CHAPLIN

22.0          FESTA DI CAPODANNO: “LA NOTTE DEI

                     SOGNI” IN COMPAGNIA DI SILVANO   AGOSTI.

 PROIEZIONI NON–STOP FINO ALLE 10.00  DEL MATTINO.

I GRANDI FILM DELLA  STORIA  DEL CINEMA E I FILM PIÙ BELLI SCELTI DAL PUBBLICO IN UN MENU DI VENTI TITOLI STAMPATI SU UNA SCHEDA CHE RIMANE SEGRETA FINO ALL’INIZIO DELLA SERATA ALLE ORE 22.00.

BRINDISI E SPUNTINI ALL’INIZIO DI OGNI PROIEZIONE FESTEGGIANDO  LA MEZZANOTTE NEI DIVERSI FUSI ORARI DEL PIANETA.

L’ULTIMO BRINDISI ALLE ORE 08.00 DEL MATTINO FESTEGGERA’ LA MEZZANOTTE A TOKIO.

LA FESTA, DODICI ORE DI CINEMA NON STOP, INIZIA, DOPO L’INGRESSO DEGLI SPETTATORI, ALLE ORE 22.00

MENTRE IN SALA SCORRONO LE BELLISSIME IMMAGINI  DEL FILM DI ETTORE SCOLA “BALLANDO BALLANDO”, AGLI SPETTATORI VIENE CONSEGNATAUNA SCHEDA  CON VENTI TITOLI ILLUSTRATI DA SILVANO AGOSTI CHE INOLTRE ANIMERA’ L’INTERA NOTTATA .

TRA I VENTI FILM VOTATI VENGONO SCELTI I CINQUE  PIU’ GETTONATI DA PROIETTARE DURANTE LA NOTTE .

IL TENORE DONATO RAVINI CANTERA’ DAL VIVO ALCUNE ROMANZE D’OPERA E ’ATTORE

SEVERINO SALTARELLI RECITERA’ UN SONETTO DI SHAKESPEARE A OGNI BRINDISI  E ALL’INIZIO DI OGNI FILM.

                                                                 SALA LUMIERE

21.30  FESTA DI CAPODANNO:  “LA NOTTE DEI  SOGNI”

                      Prenotazioni  06 39737161

NELLA SALA LUMIERE RENDIAMO OMAGGIO  AI PIU’ GRANDI AUTORI DI FINE SECOLO:

ANTONIONI, DE SICA, PASOLINI, ROSI, VISCONTI

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Pubblicato il novembre 30, 2011 su Archivio Diari. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 11 commenti.

  1. L’automazione è arrivata! Oggi molti processi produttivi sono meno manuali, più complessi e per questo più “automatizzati”, solamente che il carico di lavoro individuale non è diminuito anzi è aumentato. L’automazione, e l’informatizzazione, che ci permette di lavorare ovunque crea le condizioni per non smettere mai di lavorare (anzi di produrre). Oggi possiamo restare in contatto con “amici” di tutto il pianeta, pubblicare testi, ascoltare musica e molto altro, senza smettere di lavorare. Lo spettacolo continua.
    Un caro saluto.

  2. Caro Silvano,

    il periodo dell’ora legale , in Giappone e’ 8 ore avanti dell’ italia.
    Mi scuso se ho letto male l’ora del brindisi .

    Cordiali saluti

    Junko

  3. Silvano, quanto si paga, quanto costa venire a capodanno da te, per questo bellissimo spettacolo?

  4. “i signori della morte saranno costretti a capire che far sopravvivere gli esseri umani costa meno che ucciderli…”, SUBLIME. Speriamo che lo capiscano anche le persone che comuni. Sono loro l’ultimo ostacolo all’affermazione definitiva del genere umano.
    Carmelo Albanese

  5. Grazie è molto interessante il tuo diario.

  6. Alessandro Gemmiti

    Umilmente, non mi preoccuperei di non far morire le persone, ma di farle morire bene dopo una vecchiaia dignitosa ed in discrete condizioni fisiche. In altre parole: più attenzione alla qualità (della vita), che alla quantità. Per quanto attiene al resto, mi affido al risveglio generalizzato che sta attraversando, trasversalmente, tutto il pianeta e che “odora” di amore e di buoni sentimenti in generale, ed in questo, ci metto anche il rispetto umano e per tutte le manifestazioni della nostra Madre Terra. Naturalmente, affidarsi non significa affatto mettersi alla finestra a guardare, al contrario, almeno personalmente, significa farsi parte attiva e coerente di questo risveglio, facendosi “agente contaminante”. Anche a rischio di essere presi per folli visionari.
    Inneggio plaudente alle meravigliose ed intelligenti serate concepite dallo straordinario Silvano Agosti ed un po’ mi spiace di non esserci perché sarò altrove. Un abbraccio

  7. Buongiorno Avvocato… dice tutto!
    Che bella metafora di vita sociale.
    …Mi torna in mente una scenetta cui ho assistito oggi nel tram;
    una signora anziana, distinta e ben vestita borbottava ad alta voce al suono della fisarmonica di una bella donna dell’est.
    Finita la musica…
    Grazie e buonagiornata… poi grazie, grazie, e ancora grazie diceva la donna con il bicchiere delle offerte nella mano.
    SIgnora, permesso, chiede la donna gentilmente con la fisarmonica in spalla.
    Ho mal di schiena e non posso spostarmi, risponde irritata e dispettosa la signora, o aspetta che scendo o passa da un altra parte! Voi non pagate le tasse, non lavorate, siete ospiti qui in Italia!!!
    Alla parola ospiti, la mia faccia in un attimo ha iniziato a colorarsi e ad emettere strane smorfie…
    Passare da un’altra parte?Ma non è possibile, penso mentre assisto ancora tacitamente alla scena.
    La signora, che forse si è accorta di aver esagerato, guarda la mia faccia e quasi a voler giustificare il suo comportamento dice sorridendo: Io, la penso così!…un pò come fanno i bambini capricciosi puntandosi sui piedi.
    Ed io che ho iniziato a commentare l’accaduto con il ragazzo davanti a me, la guardo dicendole: signora, si figuri, ognuno dopotutto è libero di pensare ciò che vuole.
    Nel frattempo la donna della fisarmonica con la sua dignità silente è scesa dall’autobus, in attesa forse dell’8 a seguire…
    …Con la speranza non tanto di ricavare qualche spiccio di più, ma certamente di incontrare gente migliore.

    Arrivederci

    Non sono mai stata al suo “cimena” ma un pò di poesia per il 26 dicembre trovo sia una buona idea…chissà!

  8. Alessandro Vescovo

    Beh, ad essere sinceri preferivo l’avvocaticchio! Penso che i “grandi” ideali dettati dal cuore si esprimano meglio con le “piccole” battaglie per aiutare gli ultimi.

    Per quanto riguarda la denuncia all’Aja purtroppo ho delle perplessità…

    Per carità, da condannare le morti assurde che genera l’attuale demente modello occidentale che, se non lo fermeremo, porterà alla morte certa dell’umanità e dell’intero pianeta.
    Per carità, magari vivere fino a 120 anni, con la migliore salute possibile e realizzando le nostre massime aspirazioni che siano pure di utilità per la società.

    Ma mi chiedo, che senso ha vivere all’infinito? Non è come camuffare la nostre paure ancestrali su una cosa assolutamente naturale che secondo me non è una cessazione definitiva ma solo una trasformazione? Come avrete ben capito sono uno spirituale. Meglio, uno spirituale agnostico!
    Sai che palle rimanere ingessato in un corpo “bloccato” o “auto-rigenerato” per 10.000 anni? Guardatevi l’affascinante film “Zardoz” di John Boorman: è un’opera molto indicativa sul tema dell’immortalità!
    Poi come dice il simpaticissimo Fabio Marchesi, l’immortalità è come utilizzare per sempre una stessa automobile che diventa sempre più logora ed incompleta, senza la possibilità di cambiarle altre di diverso tipo e prestazioni.
    Personalmente preferisco “auto-rigenerarmi” negli infiniti mondi di Giordano Bruno (che preferì la morte fisica che ripudiare le sue idee), o negli attuali multiuniversi teorizzati da molti fisici.

    In realtà penso che ancora conosciamo e percepiamo molto poco di ciò che ci circonda e sulle nostre esistenze…

    Automazione? Ben venga! A patto che non si diventi, come nel bellissimo film “Wall-E” della Disney-Pixar, un’umanità obesa ed incapace che pensa unicamente a consumare cose inutili, attraverso una spensierata mega-crociera spaziale attorno il sistema solare. Bella metafora del mondo moderno, no?

    Infine, riguardo i poteri occulti, non credo che abbiano tutta questa lungimiranza di poter preservare il loro gregge da mungere, con nuove forme più accattivanti che diano illusione di nuova prosperità. Purtroppo tali poteri, e molta parte dell’umanità, soffre di una malattia gravissima che è l’illusione del possesso e del dominio, che non conosce confini e porta dritti dritti all’auto-distruzione.

    Nonostante ciò sono ottimista! La vera rivoluzione però deve partire dalla base, prima di tutto con la nostra rivoluzione interiore. Infatti è nella nostra interiorità che si insediano i maggiori mali personali e della società. Bisogna credere a noi stessi e bisogna essere tutti “grandi” come dice il nostro Silvano Agosti. Solo così potremmo fare qualcosa di veramente buono per noi, l’umanità ed il pianeta.

  9. …Eppure anche il film su Pina Bausch di Wenders trovo possa essere una elevata metafora della vita umana…La danza come paradigma della realtà.
    L’uomo è dotato di intelligenza eppure danza come un automa, nei + dei casi inconsapevolmente dalla nascita alla morte animato da energie che lo legano tanto alla natura quanto ai suoi simili…ed ogni movimento, ogni intenzione, per quanto possa essere volontaria, rimane sempre sospesa tra la consapevolezza e l’ignoto…Anche così vivendo, curiosi e in piena sperimentazione dell’universo armonico credo sarebbe noioso vivere più di cento anni o giù di lì, sia per i + che per i -…
    Credo basti già l’arte con tutte le opere umane a perdurare nel tempo…gli uomini dopotutto in questo mondo vanno e vengono, e al massimo alle volte ritornano…eppure sempre diversamente
    Bei pensieri, vedrò il film consigliato…Grazie e,
    Buonanotte.

  10. Caro Silvano
    leggerti mi fa sciogliere il cuore.

  11. Chi legge i miei diari determina una espansione della mia anima oltre i confini del possibile,
    dove tutto, attraverso la magia dell’immaginario diviene lecito e reale, come nell’infinito del sogno si rinnova la resurrezione del risveglio.
    Così racchiudendo la vita tra ogni risveglio e il sonno si sfugge la truffa del passato e del futuro.che insidiano la coscienza di un presente dove non accade altrimenti mai nulla che somigli alla vita Auguro a tutti un anno nel quale nascendo ogni mattina e affidandosi all’eternità del sonno si vivano 365 vite capaci di rivelare la spossata nullità di un’esistenza, consumata nel lavoro e nella convivenza e la sottomissione a norme spietate che offrono
    agli esseri umani la più terribile delle condizioni: la normalità. Buon anno.

    Silvano

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