Tanto devi morì


TANTO DEVI MORI’

Da alcuni mesi un ragazzo in apparente piena forma fisica, viene al cinema, all’inizio per vedere qualche capolavoro, tra i molti che ho scelto. Un giorno viene a trovarmi, rimane a lungo in silenzio, poi d’improvviso mi si avvicina e sussurra “Me voglio ammazzà” 

Ovviamente, e in accordo con l’ovvietà, ogni volta gli ho chiesto  e chiedo  “Perché?”

Lui con un filo sempre identico di disperazione sussurra “Nce la faccio più. Ho preso la pasticca.”                          

Ora, da quei primi incontri sono trascorsi quasi due anni, ma la sua decisione sembra immutabile.

Nel frattempo l’ho informato che tutti quelli che hanno vissuto una depressione nella fase più acuta desiderano il suicidio perché sono convinti che il disastro interiore che stanno vivendo non finirà mai e durerà per tutta l’esistenza, quindi “meglio morire.”

Gli ho ripetuto che la depressione dura a volta anche qualche anno, poi tutto torna come prima.

Ma lui ogni volta estrae dal fiacco cappello del suo malessere la stessa fissazione.

E’ convinto  che sia stata una pillola psichiatrica, una sola, che ha raso al suolo per sempre in lui qualsiasi sensazione, qualsiasi desiderio, qualsiasi emozione.    

“Sono un deserto ambulante. Nce la faccio più. Sto solo aspettando  di trovare il modo giusto. Per soffrì de meno”                  

Mi sfugge un “Ma tanto non provi nessuna emozione…”

Lui si incupisce e china il capo in silenzio. Buon segno penso, forse ora si convincerà che deve semplicemente aspettare. Allora, incoraggiato dal suo silenzio, penso di presentarlo a tutti gli spettatori che arrivano al cinema come “Un giovane ventiquattrenne che ha deciso di uccidersi.”

E’ bellissimo notare come tutti, in modo diverso, gli si rivolgono con infinita tenerezza per scoraggiarlo, Ma lui non lo nota o finge forse di non accorgersene.

L’affetto di tutti noi e anche degli estranei assedia la sua fissazione. Allora ognuno, giovane o vecchio, felice o infelice, ricco o miserabile, reagisce più o meno allo stesso modo. Poi, col trascorrere dei giorni, qualcuno incomincia a reagire in modo diverso. Un uomo sulla sessantina, dall’aria dimessa gli si avvicina raggiante e mormora “Davvero hai deciso di morire? Allora me puoi fa un favore?”

Il ragazzo non risponde.

“Mia moglie ha chiesto il divorzio e mi ha rovinato. Non ho più niente, nemmeno la casa perché l’avevo intestata a lei.”

“E allora?”  sussurra imbarazzato il giovane.  

Mi sembra straordinario che abbia reagito, di solito non risponde mai.            

“Dovresti annà da mi moje e dille che se insiste io l’ammazzo e poi mi ammazzo. Ma stai attento è una belva”                                                

“Ma io…”

“Che te costa? Tanto devi morì.”

Un delicato sorriso appare sulle labbra  da sempre inerti del ragazzo.

Ci siamo, penso, gli stanno riaffiorando le emozioni.

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Pubblicato il ottobre 31, 2011 su Archivio Diari. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 28 commenti.

  1. Non sempre come dici tu ,dalla depressione si esce.
    Per quanto mi riguarda io ne sono uscito dopo 8 dolorosi ,interminabili anni.E il recupero fisico (infaati i farmaci tu devastano sopratutto il fisico) e’ stato parecchio difficile.
    Ma la buona sorte ha giocato un ruolo importanta.
    Si’,uscire dalla depressione e’ anche una questione di fortuna.

  2. grazie silvano, sei sempre d’aiuto con la tua saggezza…grazie anche al ragazzo che vuole farla finita da due anni…e che continuerà a volerlo fare per altri cento anni….e al signore con la moglie che lo ha rovinato….nella vita c’è sempre bisogno di incontri casuali che ti insegnino a stare al mondo…la depressione credo sia un’ esperienza con cui tutti noi prima o poi facciamo i conti… forse la chiave è proprio l’ironia, l’assurdo sbattuto in faccia, il confronto con le vite altrui, la rappresentazione….c’è da imparare da tutti anche da chi non ti capisce. io sono di roma ma vivo in sicilia da alcuni anni e in questi giorni c’è la festa dei morti che ritornano nelle loro case per portare regali ai bambini…qui la morte c’è sempre così ai siciliani la vita fa meno paura. E vivono meglio. Io sto cercando di imparare…tra una caduta e l’altra.
    simona.

  3. Grazie Silvano!
    A presto, Luigia

  4. bel racconto per stare allegri… se lo postavi il 2 novembre… magari… era mmejo!…
    Mi servirebbe un ra… untesto… sui santi… su tutti i santi… uno per domani, insomma.
    Un racconto su san Gagarin, il primeiro astronauta, il Magellano dello spazio silente, che alcuni dicono… vuoto.
    Buona festa
    Da.

  5. Un bellissimo apologo di quel che le parole e l’intrusione nella vita altrui, alla faccia delle varie leggi sulla “privacy”, possono fare. Auguro a questo ragazzo di continuare ad avere gente che nun se fa i …zi sua e che continui a circondarlo il rumore del mare umano, fra tutti – a volte – il più spietato ma anche l’unico che ci dia sempre la misura esatta della funzione “uomo”. E speriamo anche che ci siano altri Agosti – che nun se fanno i …zi sua – ad aiutare chi perde un po’ di gas !

  6. Anche a me è successo di pensarlo…la mia esistenza è abbastanza serena ed alcuni eventi negativi del passato mi han cambiata in meglio..però a volte ho la sensazione che sia tutto così scontato in questo pianeta dove in realtà non si è per niente LIBERI DI VIVERE. Non ci trovo niente di strano nel fatto che uno pensi a togliersi vita..Ma poi le palle per farlo di fatto non le si hanno 🙂
    Simona

  7. E con la moglie di quel signore com’è andata a finire?
    🙂

  8. Anche io avrei qualche cosuccia da far fare a questo baldo ragazzotto… se non ha troppa fretta di morire, ma visto che ormai son anni…

  9. Alessandro Vescovo

    Grazie Silvano,

    come al solito vai centro dell’ Universo Uomo, che in molte occasioni si traduce in uno dei suoi più grandi mali: non desiderare più quello che ha di più caro!

    Ma ci pensi che assurdo? Noi dovremmo stare qui per divertirci (anche pericolosamente) e vivere la vita a pieno e invece vogliamo morire per non soffrire?

    Questa è una società profondamente malata che vive l’incubo dell’illusione materialista del possesso, fomentata dalla paura del dover vivere. Come diceva più di trent’anni fa Erich Fromm, come non potremmo essere tutti profondamente malati in una società dove il valore principale è il profitto? E come dice oggi Massimo Fini, la divinità principale è il Dio Quattrino?

    Qui, se non mettiamo al centro l’Uomo (bellissima, la tua definizione di capolavoro assoluto dell’esistente) e contemporaneamente Madre Terra (altrettanto capolavoro assoluto dell’Universo), siamo tutti belli che fritti!

    Purtroppo persone molto sensibili ed intelligenti, come il ragazzo, sono gli individui che soffrono di più per questa società caratterizzata da distaccati umanoidi simil-barbari. Quello che gli posso dire io (soggetto in terapia psicologica da 4 anni e proveniente da famiglia di depressi cronici), è quello di non dare peso ai valori di questa società ormai morente, ma prima di tutto ricominciare a voler bene a se stesso ed “ascoltare”, invece, i veri suoi valori e di svilupparli, perché è lui il vero valore e non quello che gli dicono gli altri.

    Quindi al ragazzo che si vuole uccidere gli dico di no! No, per una morale superiore (lui ha la libertà di ammazzarsi quando vuole), ma perché non sfrutta una potenzialità che è preziosissima per lui e per tutti gli altri uomini: la sua unicità!

    Gli diciamo che abbiamo bisogno di lui, perché al mondo non c’è nessuno come lui! L’originalità di ogni individuo è la vera ricchezza che possiede l’umanità!

    Ma poi, non potremmo far parte di un eterno ciclo evolutivo in cui non moriamo mai e ci trasformiamo continuamente?

    Con affetto, Alessandro Vescovo

  10. …..le emozioni, care le emozioni, disastrose le emozioni, utili le emozoni……grazie. Paola

  11. 🙂
    … qualcuno ce la fa…in entrambi i casi… sempre.

  12. Amare riflessioni

    Nell’umanità più non confido
    E voglio lo sappiate: non son
    depressa ne nichilista.
    Merita di sprofondare,
    e poiché ciò non avverrà,
    consegneremo al futuro una stirpe
    sempre più spregevole,
    sempre più competente,
    frutto di selezione,
    ironico termine,
    lasciatemelo dire,
    per chi intenda
    per selezionare,
    setacciare il meglio.
    Questa selezione screma
    il peggio del peggio,
    gli individui più aggressivi
    ed i furbi imprevidenti,
    gli ignoranti e i prepotenti ,
    le madri meno amorose
    e sagge ed i padri
    più fragili e meno virili,
    i giovani più corruttibili
    e le ragazze più adescabili.
    Presto, nessuno di noi
    avrà più qualcuno
    per cui lottare,
    come William il Poeta,
    che “stanco di tutto ciò”
    non può lasciare
    il suo amore solo.

    27 /01 /2011
    C.P.
    ©

    Ciao Silvano!
    ti leggo sempre. ti voglio bene, per quello che intuisco di te. Non riesco a dire qualcosa su quanto mi hai raccontato. Il mio modo di contribuire è questo.Non so se sia o sarà un contributo,ma il tema è quello.
    Ciao.
    Col cuore.
    Claudia.

  13. ciao Silvano, sono patrizia.E’ da tanto tempo che volevo dirti e voglio dirti che anche se ti conosco in modo superficiale, ritengo che tu sia una persona straordinaria, fuori dal comune e trovo i tuoi scritti , quelli che ho letto, oppure quegli interventi radiofonici che ho avuto l’opportunità di ascoltare, trasmette una profusa sensazione amorevole, calda, protettiva, intensità emotiva.
    grazie e ciao. patrizia

  14. Trovo geniale l’idea di presentarlo al pubblico, quando ho letto quel pezzo mi sono commosso e davvero ti stimo molto per come affronti la vita in questo modo naturale ed umano che sta diventandoci (e a molti ormai è già) estraneo. Grazie per tutte le cose che condividi con noi….ne vorrei sempre di più!!

    Gregory

  15. Agosti sorprende sempre per la capacità di far entrare aria e luce anche in stanze chiuse a chiavistello da secoli da quintali di parole ripetute senza nessuna convinzione- una delle cause, ne sono convinta, della depressione di cui qui si dice.

  16. In questi casi sono importantissime, essenziali le relazioni umane la solidarietà, la vicinanza. Ma nei momenti di crisi acuta forse è opportuna una buona cura farmacologica che ti faccia uscire dall’emergenza per poter guardare con piu’ speranza al futuro.
    Questa, almeno, è stata la mia esperienza (per quel tanto che puo’ servire).
    Gerardo

  17. ANGELA DEROBERTIS

    si muore piano piano ogni giorno
    morire felici sarebbe stupendo..
    grazie
    Angela

  18. Mi piacerebbe conoscerlo, il ragazzo dico. già, mi piacerebbe…magari sai, stare un bel pò in silenzio,ma insieme..

    Una ragazza

  19. un sorriso è una salvezza, molto meglio delle pillole…ciao Silvano baci, anche se un po’ grigi, da Milano : )

  20. aiello maria antonia

    la filosofia buddista mi ha insegnato a reagire davanti alle difficoltà.
    sfidare i momenti difficili.
    quando sembra che tutto va male, quando le difficoltà ci sembrano impossibili da risolvere, allora è il momento di reagire e affrontali con un coraggio da leone. mettersi alla prova, con la certezza che ce la faremo ad ogni costo e che già domani staremo meglio di adesso.
    siamo noi gli artefici della nostra vita. la felicità è dietro l’angolo.
    se decidiamo di superare un problema, noi lo supereremo.
    la felicità sta nel constatare che siamo stati capaci di credere in noi stessi e aver superato quel brutto momento.

  21. Si la chiave è sapere che prima o poi tutto passa anche la depressione
    Come tutte le emozioni quando ci sono sembrano eterne.
    a depressione tanto devi morì ..:-)

  22. e io che cerco di fare i cerchi sulla felicità… mi basterebbe stare li allo scipione e ascoltare il respiro del mondo. grazie di questa chicco di riso nel sole dell’universo.

  23. ..posso dire a qsto giovane che nn è solo..che siamo in tanti ad avere ogni giorno di più la sensazione di non farcela..e in fondo di nn avere più nulla per cui valga davvero la pena di andare avanti..tutto qsto porta inesorabilmente a non riuscire a provare più emozioni nulla..nè gioia nè in fondo dolore..vivere giorno dopo giorno come chiusi in unabolla di sapone solo perchè de passare la mattina e poi il pomeriggio la sera e la notte..la terribile notte in cui i pensieri diventano ancora più pesanti e il sonno nn arriva mai e forse a volte riesci a trovare pace immaginado una vita fatta di emozioni e di quelle piccole grandi cose che tanto desideri ma che nella vita reale nn ci sono..chiudi gli occhi e ti catapulti nel tuo mondo fantastico..ma poi suona la sveglia e devi lasciarlo ql mondo che nn esiste a affrontare di nuovo la vita reale..
    va proprio così e lo bene..non sei solo.. e anche se è difficile fatti forza e vai avanti la vita a volte ti sorprende all’improvviso e forse basta stare un pò attenti per trovare il modo e il motivo di riprovare qke emozione.. io ad esempio qndo va tutto peggio del solito guardo il mare e sono felice..trova il tuo spazio il tuo luogo dove dar sfogo alle emozioni che, credimi sono ancora dentro di te..e infine nn pensare MAI neanche x un momento che tutto qllo che stai passando sia colpa tua, che ci sia in te qcosa di sbaliato..nn è così tu sei semplicemente una ragazzo sano che deve vivere in mondo che sano nn è più..nn sei tu ad avere problemi ma gli altri..fatti forza amico mio e ricorda che nn sei solo!!!

  24. CARI AMICI, E’ IMPORTANTE OGNI VOSTRA PAROLA PER DARE UN SENSO UNIVERSALE ANCHE AL MALESSERE, L’OTTUSITA’ CHE QUESTO RAGAZZO ASPIRANTE SUICIDA RIVELA E’ DOVUTA ALLA SCUOLA CHE SPESSO PRODUCE UNA SORTA DI AVARIZIA UMANA NEL CREDERE IN MODO INDIVIDUALE A CIO’ CHE INVECE STA ACCADENDO DA SEMPRE A MILIONI DI INDIVIDUI.
    L’IMPOTENZA POI CREATA DALL’AREA FAMILIARE ATTRAVERSO ECCESSIVI PRIVILEGI E’ RESPONSABIILE DI UNA PIGRIUZIA CREATIVA CHE ISOLA SEMPRE PIU’ LE PERSONE DAL MONDO E LE PORTA IN DEPRESSIONE.
    CARA GIGLIA VISTO CHE TU VUOI CONOSCERE IL RAGAZZO TI DO COL SUO PERMESSO IL NUMERO DI TELEFONO 3497724517 SI CHIAMA ALESSANDRO
    UN ABBRACCIO A TUTTI,
    SILVANO AGOSTI.

  25. Alessandro Vescovo

    Che bello! Da una depressione potrebbe nascere un amore? Questo è lo spettacolo della vita!

  26. Puoi mandare il mio saluto affettuoso a quel ragazzo?
    Nicola

  27. Grazie …

  28. mah, sembra inspiegabile che qualcuno decida di ammazzarsi.
    Anch’io ho attraversato momenti acuti di depressione, apparentemente senza motivazioni consistenti
    Come si spiega? Sembra un mistero, perchè in realtà nessun scienziato sembra aver spiegato la genesi di questo devastante fenomeno.
    Ma se si vuole uscire da questa situazione le risposte arrivano da sole.
    Io ho tratto conforto e conoscenza dalla lettura di un libro :si chiama un mondo nuovo di eckart tolle
    La depressione è solo la punta di un eiceberg di un male collettivo, una sorta di patologia individuale e sociale più ampia che non lascia quasi nessuno indenne
    L’autore fa rifermento al corpo di dolore, che si origina nella generalità delle persone e che porta l umanità alla violenza verso gli altri e, nel caso di suicidio, verso se stessi
    Se non c’è violenza c’è spesso malessere che si manifesta nella propensione generalizzata verso tutto ciò che può alimentare questa entità che ci portiamo dentro senza saperlo
    Un consiglio: regalategli questo libro. Se fossi a Roma lo farei io.E regalatelo anche a voi stessi: serve a tutti.
    Un libro prezioso, che tiro fuori dal cassetto per rinfrescarmi le idee quando sono preso dallo sconforto.
    Le pacche sulle spalle servono fino ad un certo punto : bisogna capire di che pasta siamo fatti per tirarci fuori dai guai
    francesco da padova

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