DIARIO AZZURRO n.158 del 03.10.2006


» DIARIO AZZURRO n.158 del 03.10.2006

di SILVANO AGOSTI

Nascita, tramonto e forse rinascita di un amore.
Un donna in eterna ricerca d’amore arriva finalmente in riva al mare, non un mare d’acqua, di salsedine e di pesci, ma il mare immenso della poesia.
I suoi sentimenti sbocciano, con la grazia delle emozioni sconosciute.
Un giorno la donna, passeggiando sulla riva, vede sulla superficie perfetta e speculare di quello strano nuovo mare, il riflesso di un volto che le sorride.
L’uomo le chiede di aiutarlo a capire perché, lui che da sempre abita un mondo di poesia, provi un’attrazione profonda e inspiegabile per lei.
Nasce nei due, improvviso e sognante e reale, il sentimento rarissimo dell’amore.
Ma un giorno i venti minacciosi del quotidiano, del dolore e dell’angoscia arrivano a turbare la serenità perfino di quell’immenso mare di poesia. La superficie si increspa e onde trasversali di ansie e timori la turbano.
Il viso dell’amato, rispecchiato dalla superficie del mare poetico, diviene poco a poco deforme fino ad assumere sembianze mostruose.
La donna si allontana turbata dall’idea di aver offerto il proprio amore a una creatura tanto orrenda.
Scende negli abissi della propria coscienza per saperne di più e finalmente incontra la Verità e le chiede “Perché non appena i venti del dolore hanno deformato quel volto tanto amato ho smesso di amarlo?”
E la Verità, con quel suo aspetto da nonnina bonaria capace di cucinare frittelle prelibate, le risponde.
“Torna, se vuoi, quando il mare sarà ormai tranquillo e scoprirai che l’immagine del tuo amore è ancora armoniosa e splendente.
Ma questa volta non limitarti ad amare l’immagine.
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Lo incontro per caso e improvvisamente, come accade nei sogni.
E’ in piedi all’angolo della via, circondato da un capannello di persone attonite che lo ascoltano esporre i suoi pensieri in toni sereni e pacati.
Un grande cartello alle sue spalle con la scritta “CHIUNQUE ABBIA BISOGNO DI UN ABBRACCIO, IO SONO QUI”
Mentre mi avvicino offre un sorriso, senza interrompere il discorso.
Scandisce le parole lentamente.
“Se è vero, come suggeriscono i bambini, che la vita è gioco, cosa aspettate per giocarla?”
L’aspetto dell’uomo è splendente e corrisponde all’iconografia dell’Angelo.
Se credessi nel sovrannaturale sarei infatti convinto che si tratti proprio di un Angelo.
Qualcuno timidamente esce dal gruppo e lo abbraccia. Anche le donne non si formalizzano e, attratte dalla sua bellezza, si avvicinano e si lasciano abbracciare.
Ma lui cerca con gentilezza di istruirli sull’arte dell’abbraccio, perché ognuno, non appena si avvicina, lo stringe immediatamente in una morsa più nevrotica che amorosa.
E lui soave “Quando si vuole veramente abbracciare qualcuno con amore è bene avvicinarsi e spalancare le braccia, come ad accogliere la persona prima del corpo. Poi è importante guardarsi negli occhi e offrire la massima limpidezza dello sguardo, avvicinandosi fino a percepire il tepore dei corpi e non la loro consistenza.
Lentamente, con la grazia delle foglie che si staccano dagli alberi per cadere sulla terra, le vostre mani si poseranno sulle sue spalle, scorrendo lentamente l’una verso l’altra, fino a congiungersi in una delicatissima carezza.
Allora sarà importante che chiudiate gli occhi per godere l’emozione che invade il petto nella sua massima profondità.”
I presenti un po’ goffamente tentano di eseguire l’abbraccio.
Ognuno si stacca da quelle braccia candide con una flessione verso l’alto che esprime la sensazione provata anche da me dopo l’abbraccio. Un vero e proprio senso di levitazione.
E’ sicuramente, questa una delle esperienze più rivoluzionarie che abbia incontrato sul mio cammino.
Un discreta folla circonda ora l’uomo e deve schiudersi per far largo a due automobili della polizia che si fermano con gran frenata. Scendono in sei e, mentre due prelevano il cartello e lo fissano sul portapacchi di una delle due macchine, altri due sospingono gentilmente l’uomo verso l’altra automobile.
“Abbracciare qualcuno è un reato?” Grida una voce femminile.
“Nessun reato, solo accertamenti.”
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Tra i vari disagi che opprimono i giovani e anche i meno giovani, spiccano in modo evidente “le pene d’amore”. Quasi tutti, parlando delle loro vicende sentimentali, fanno emergere la delusione, il disappunto per sentirsi fraintesi, ognuno col suo cestello colmo di macerie affettive che quasi sempre rivelano il crollo di un rapporto, basato sull’esclusività e sul possesso e non certo su questo immenso evento di liberazione che si nasconde in un vero progetto amoroso. Peraltro non è difficile raccogliere le confidenze di persone che stanno vivendo una delusione sentimentale.
Tutte hanno molto bisogno di attenzione e vanno ascoltate in silenzio in quel loro vagare tra infiniti percorsi di stupore e di amarezza, per non riuscire a capire per quale misteriosa ragione “il loro ragazzo” o “la loro ragazza”, hanno improvvisamente cambiato comportamento offrendo un’inspiegabile freddezza invece del calore delicato di una reale e infinita tenerezza, che fino al giorno prima avevano offerto.
Mi hanno raccontato proprio oggi che a Milano è nato un nuovo personaggio “l’informatore”. Si tratta di qualcuno che in cambio di alcune diecine di euro si incarica di informare questo o quel partner che il rapporto sentimentale è ormai irrimediabilmente finito.
E ciò, evidentemente, per evitare rimostranze e reazioni imbarazzanti o dolorose.
Così la cultura della celata compravendita degli affetti, emerge ormai nel più rigoroso squallore.
Del resto quando a Parma ho intervistato sui sentimenti oltre settemila persone, per realizzare il mio film D’AMORE SI VIVE, sondando per quasi tre anni il territorio della tenerezza, della sessualità e dell’amore, solo sette sono entrate nello spazio magico del film, perché erano le sole che avevano veramente qualcosa da dire.
Le altre, tutte le altre, erano sperdute in un vero e proprio oceano di inconsistenza, quasi tutti delusi, quasi tutti sconcertati, tutti sottomessi a una concezione mai verificata e strumentale perfino dei sentimenti.
Nessuno riusciva a conquistare la decisione di amare senza condizioni e indipendentemente dal comportamento del partner.
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Riflettevo sul lento stillicidio di morti allo scopo di “arginare” il terrorismo.
Penso che all’Islam manchi un uomo come Gandhi. Un condottiero della non violenza, capace di portare la sua gente alla vittoria della gentilezza sulla forza, dell’intelligenza sulla brutalità.
Chissà…
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Ho ricevuto molte mail che mi chiedono notizie sulla rubrica IL GRILLO PARLANTE che ho tenuto per due anni sull’UNITA’.
Ecco una mail che mi chiede di proporre un’iniziativa ai lettori di Diario
Caro Silvano,
ho visto con dispiacere che la tua rubrica Il Grillo Parlante non compare più sull’Unità, però io, perseguendo la strada della libertà, vorrei proporti una soluzione.
Perché non suggerisci a tutti i tuoi lettori di mandare una e-mail al giornale con un testo simile a questo che ho già provveduto ad inviare al giornale e che ti riporto qui di seguito?
“Siamo un’associazione di 1200 giovani che, tra l’altro, ha come obiettivo la protezione degli insetti benefici e ci stiamo chiedendo se la sospensione della rubrica IL GRILLO PARLANTE di Silvano Agosti è temporanea o definitiva?”
L’indirizzo a cui inviare la mail è cultura@unita.it e se lo mandano anche gli altri lettori, non solo non sarò da sola, pur rappresentando anche gli altri soci dell’associazione, ma di sicuro il messaggio arriverà con una maggior forza.
Scusa l’intrusione ma mi piace sempre pensare che alla mediocrità si può porre rimedio e che, come dice una mia cugina down, “chi lotta può perdere ma chi non lotta è già sconfitto”.
Annamaria Zaccarini
Ho risposto
“Cara Annamaria,
penso proprio che la sospensione della rubrica sia definitiva, anche se non ne comprendo la ragione.
Sono abituato a questi improvvisi interventi del destino e cerco sempre di capirne le caratteristiche positive.
Forse era tempo di far riposare il grillo prima che qualcuno, come accade in Pinocchio, lo facesse tacere lanciandogli addosso un martello.
Forse, come sempre, la mia creatività ne trarrà vantaggio.
Fammi sapere se e cosa vi hanno risposto quelli del giornale..
Con un affettuoso saluto,
Silvano
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CALENDARIO DEGLI INCONTRI di SILVANO AGOSTI IN OTTOBRE
IL GIORNO 4 OTTOBRE SARO’ A PARMA DOVE L’ARCI HA ORGANIZZATO UNA SERATA DURANTE LA QUALE MOSTRERO’ ALCUNE SCENE TRATTE DAI MIEI FILM.
IL GIORNO 5 OTTOBRE ALLE ORE 22.00 PRESENTERO’ AL CINEMA CITY DI RAVENNA IL MIO FILM “NEL PIU’ ALTO DEI CIELI”.
Come raggiungere il CINEMA CITY
Istruzioni per il viaggio per chiunque arrivi da fuori in macchina:
una volta arrivato a bologna, proseguire in direzione Ancona A-14. Passata Imola, troverà la deviazione per Ravenna.
all’uscita di Ravenna, proseguire per altri 15 chilometri circa.
Esce al cartello che indica Ravenna Centro, avanti 1 chilometro,
altro cartello Ravenna Centro (insieme a Faenza), poi farà una svolta a destra e una immediatamente a sinistra.
Vedrà un complesso di centri commerciali (al lato destro UNIEURO), e un ponte blu.
Alla fine del ponte blu, una rotonda: girare a destra.
Avanti 500 metri, sulla destra vedrà un enorme parallelepipedo che è il CInemaCity.
E lì sarà arrivato.

IL GIORNO 8 OTTOBRE INVECE SARO’ A MILANO PRESSO LO SPAZIO AEM IN PIAZZA PO N 3 ( VICINO A PIAZZA PIEMONTE)
ALLE ORE 15.00 PROIEZIONE DI MATTI DA SLEGARE ORE 17.00 INCONTRO SUL DISAGIO MENTALE DAL TITOLO FOLLIA FOLLIA, PORTAMI VIA…
PER INFO 3381991640
IL GIORNO 13 NEL POMERIGGIO A BRESCIA ALLE ORE 18.00, PRESSO LA LIBRERIA FELTRINELLI IN VIA MAZZINI PRESENTERO’ I TRE ROMANZI DAI QUALI HO TRATTO TRE MIEI FILM E CHE FINALMENTE ENTRANO NELLE LIBRERIE.
LA SERA DEL GIORNO 13 ALLE 21.00 PRESSO L’AUDITORIO DI SANT AFRA FARO’ UN INCONTRO COL PUBBLICO IN OCCASIONE DELLA MOSTRA DEL LIBRO CHE SI TERRA’ SOTTO I PORTICI DI PIAZZALE ARNALDO.PROIETTERO’ ALCUNE SEQUENZE TRATTE DAI MIEI LUNGOMETRAGGI.
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INCONTRI AL CINEMA AZZURRO SCIPIONI di ROMA
Via degli Scipioni, 82 Roma | tel +39.06.39737161 +39.06.39737161
LUNEDI’ 16 OTTOBRE: FRANCO CITTI
MERCOLEDI’ 18 OTTOBRE: MARCO BELLOCCHIO

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Pubblicato il ottobre 3, 2006 su Archivio Diari. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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